Google Penguin 2.0: Una SERP in seno.

Il 22 maggio 2013 Google ha rilasciato la seconda versione dell’algoritmo Penguin per la lotta allo spam prima su territorio Statunitense e in questi giorni ne sentiamo le conseguenze in seguito alla propagazione fin qui in Italia.

I risultati sono stati da subito evidenti, spesso con danni irreparabili per alcuni siti web e crolli fino al 50% delle visite. Di alcuni siti internet vi è stata la scomparsa di pagine dalla SERP di Google.
Il motivo è tracciabile nel corso degli ultimi 10 anni dove sul web si è svolta una continua e silenziosa lotta tra i tecnici di Google e chi, con tecniche più o meno lecite, cercava di portare i propri siti al top delle posizioni di Google.
Più che badare ai contenuti compagnie e tecnici SEO hanno provato a “fregare” il motore di ricerca della Google Inc con tecniche delle più disparate: parole chiave nascoste, frame, reti di siti satellite, metatag sporchi, Keyword stuffing e via discorrendo.

Ora è il momento di rimettersi in gioco e riadattarsi davvero all’avvento del WEB 3.0.

In particolare come si sta trasformando il web?
Interessante era una analisi di seositiweb.it, di cui ora non funziona più il link, che ci raccontava di come ora Google voglia solo ed espressamente contenuti di qualità. E questa volta quando andiamo a parlare di contenuti si intendono scritti e testi “reali” e non “ottimizzati” per i motori di ricerca. Contenuti che apportino valore aggiunto alla rete, che siano attinenti con ciò di cui parla il sito e che ne accrescano il valore a livello di presenza di informazioni.
Ottimo infatti è l’esempio di Wikipedia, portale creato da persone reali con poca competenza informatica che hanno badato più a scrivere contenuti che a ottimizzarli.

L’analisi mi sembra accurata e trovo riscontro in alcuni dei siti che gestisco.

Vediamo nel dettaglio qualche caso reale. Utilizzando lo strumento per i webmaster di Google andiamo a monitorare l’andamento dell’indicizzazione del sito sul motore di ricerca (dopo aver selezionato il sito Salute >> Stato dell'indicizzazione).
Dei grafici a seguire è interessante l’andamento, per i più curiosi avverto li ho impaginati così sia per esigenze di layout sia per non mostrare tutte le carte da subito ;p e per cui non è possibile fra confronti fra loro.

Sito non responsive

[image_60_left]http://www.problema-computer.com/wp-content/uploads/2013/06/sito-non-responsive.jpg[/image_60_left] Sito internet con parecchi anni di vita, ampia presenza di parole chiave e ottimizzato secondo la logica pre-penguin 2.0.
Presenza di contenuti ben descritti con link fra loro.
Page rank sotto al 4, keyword density elevata.
Presenti alcuni codici ottimizzazione WEB 2.0 e metatag keywords.
Cattivo uso del tag description e dell’attributo alt del tag img (sistemato in questi giorni).

Sito responsive

[image_60_left]http://www.problema-computer.com/wp-content/uploads/2013/06/sito-web-mobile.jpg[/image_60_left] Sito internet con qualche anno di vita.
Da qualche mese il layout è responsive e adattabile alle nuove periferiche portatili come tablet e smarthphone.
Presenza di parole chiave, key density non particolrmente elevata
Attività di PR Online
Attività SMO non ben definita
Modulo di contatto facilitato
Immissione periodica di nuovi contenuti per scalare le posizioni della SERP di Google

www.problema-computer.com – Sito responsive

[image_60_left]http://www.problema-computer.com/wp-content/uploads/2013/06/problema-computer-webmaster.jpg[/image_60_left] Sito internet con meno di un anno di vita
Presenza di parole chiave non particolalrmente numerose per i vari argomenti trattati nel sito.
Immissione di contenuti categorizzati in sezioni ben definite.
Tema adattabile per le nuove periferiche come smartphone e tablet.
Uso dei social per attività di sponsorizzazione.

Per chi fosse interessato approfondire l’argomento sul rilascio del nuovo algoritmo Penguin 2 è possibile leggere il comunicato rilasciato da Matt Cutts (in lingua sul suo sito) in seguito all’uscita del nuovo algoritmo.

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    2 pensieri su “Google Penguin 2.0: Una SERP in seno.

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